04 luglio 2018

UN ASCENSORE DI CRISTALLO PER IL CASTELLO

Un ascensore di cristallo per il Castello
Gli Amici del Cidneo presenteranno i rendering al sindaco Del Bono entro pochi giorni.

Divise: nessuna. Gradi: nemmeno. L’esercito con cui gli Amici del Cidneo vogliono espugnare il Castello (dopo averlo illuminato d’immenso con CidneOn) è armato solo di matite: l’associazione ha reclutato professori universitari, architetti e ingegneri per progettare un ascensore trasparente — di acciaio e cristallo — e obliquo che risale il lato B del colle e arriva ai piani alti della fortezza.

Il tracciato: da Fossa Bagni all’interno delle mura, oltre il piazzale della Locomotiva e verso il Grande Miglio (una destinazione che eviterebbe di calpestare il ponte levatoio). La linea di trincea — rossa e retta — è già stata segnata sulle mappe e i rendering che Alberto Arenghi, docente all’Università di Brescia che da anni studia l’accessibilità al colle, ha proiettato all’Aab in un incontro affollatissimo sul Castello (con lui, stanno lavorando al progetto l’architetto Piero Cadeo, l’ex direttore di Brescia Trasporti Giorgio Schiffer e Saverio Gaboardi). Posizione di partenza e arrivo sono stati studiati al centimetro dopo i rilievi topografici: Fossa Bagni è un punto strategico, vicino a parcheggi e metrò. Restano le autorizzazioni a procedere: bozze e disegni saranno inoltrati a Soprintendenza e Loggia (sarebbe già stato fissato un incontro la prossima settimana con il sindaco Emilio Del Bono). Il comitato degli Amici del Cidneo è anche disposto a reclutare mecenati per saldare i preventivi (pare siano stranamente democratici, ma al momento le cifre restano sibilline). L’ascensore di cristallo porterà a destinazione i signori viaggiatori in pochi minuti. Se il progetto non venisse cestinato da Loggia e Soprintendenza, il Castello potrebbe essere espugnato da chiunque, purché paghi il biglietto per la salita: l’arrivo nel centro della fortezza risolverebbe parecchie scocciature anche a chi ha difficoltà motorie.

Scale mobili, cremagliere, tapis roulant e ascensori: discusso, posticipato, affrontato da ogni giunta e architetto (incluso Vittorio Gregotti, che aveva pensato a scale mobili) il tema dell’accesso al Cidneo è diventato irrinunciabile da quando la fortezza ha ricominciato ad essere intasata dal pubblico (due esempi a caso: i 300 mila visitatori di CidneOn o i cinefili accomodati sulle sdraio animalier del cinema all’aperto), Brescia Musei ha disegnato un progetto su misura il rilancio (suites e ristoranti alla palazzina Haynau, percorsi vita, orti urbani, alcove creative) e la Loggia ha spinto gli invasori al di là del confine, togliendo i parcheggi abusivi.

Fonte: Corriere della Sera – Ed. Brescia


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